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La Genesi PDF Stampa E-mail

Almeno (e ripeto, almeno) quaranta titoli prodotti dal 2006 ad oggi. Quaranta censiti e chissà quanti altri non ancora venuti alla luce. Questa l’entità numerica del cinema indipendente di genere italiano, oggi, nel 2007. Solo lungometraggi o mediometraggi più lunghi del solito. Una media ormai numericamente concorrenziale a quella dei film “ufficiali” pregiati da una produzione e distribuzione, che attualmente giungono nelle sale (non sempre e non sempre molte).
Tutto è iniziato così, quasi per caso. Una curiosità lunga un quindicennio nei confronti dei corti e dell’indipendenza nazionale in generale, si è poi pian piano automaticamente riflessa nei lunghi. Forse per semplice reazione “professionale” in quanto io stesso filmaker indipendente. Il tutto dopo che avevano iniziato a balenare dinanzi ai miei occhi sempre più titoli, uno dopo l‘altro, nomi spesso mai sentiti ma che scavando appena un po’ sotto la superficie melmosa dell’assordante informazione mainstream iniziavano ad emergere o urlavano con tutte le proprie energie per farsi ascoltare. Purtroppo le forze di questi lavori spesso erano come quelle di un annegante che con movimenti scoordinati non fa che peggiorare la propria situazione affondando sempre più fino a scomparire sotto la luccicante superficie di uno specchio d’acqua. Così per un vizio che ormai mi possiede da anni, per ovviare alla mia scarsa memoria, ho iniziato ad appuntare i titoli e gli anni di produzione (oltre a poche note sparse, link, e notizie minute) all’interno di un topic nel forum del mensile Nocturno Cinema, sperando così di donare informazioni utili anche agli altri utenti oltre che alla mia flebile memoria. Arretrando negli anni emergevano altri titoli ma era innegabile una parabola numericamente e cronologicamente ascendente procedendo verso l’immediata contemporaneità, spontanea e comprensibile figlia della diffusione del digitale; un’apparente esplosione delle possibilità personali casalinghe di creazione artistica/narrativa simile a quella già avvenuta precedentemente in campo musicale. Mentre la lista aumentava attirando l’attenzione e l’entusiasmo di molti, altri lavori e i loro rispettivi creatori iniziavano a riflettere anche sulle possibilità promozionali, il che ha facilitato in parte la conoscenza e archiviazione di molti titoli recenti. Quando il materiale ha iniziato a lievitare del tutto inaspettatamente ci siamo resi conto che era giunta l’ora di organizzarlo e, in secondo luogo, di tentare di farlo emergere dai cassetti in cui sembrava chiuso. Già alcuni festival avevano iniziato ad interessarsi alla scena ma mancava in parte un’opera approfondita di archiviazione e organizzazione dei materiali, pena la loro malinconica scomparsa. Andava secondo noi fatta una preventiva opera di archiviazione, utile ora e ancora più utile -ne siamo sicuri- in futuro. I film c’erano e “belli” o “brutti”, interessanti o meno, erano questi i frutti spontanei dell’albero cinematografico italiano. Ne andava preso atto e non andava dimenticato. Cosa mancava ai film in primis? Quello per cui un lungometraggio nasce ovviamente: narrazione e comunicazione. Il pubblico, ovvero. Così, i membri dell’ACIG, romantici appassionati cinefili, irresponsabili e combattivi, hanno deciso di operare questa archiviazione e organizzazione dei materiali e –soprattutto- di portarli al pubblico. Un’immagine non esiste di per sé, ha bisogno di qualcuno che la osservi per assumere una sua esistenza tangibile. Così l’edizione “zero” di Tentacoli si è prodigata per proporre una cernita di questa abbondante produzione mostrandola ad un pubblico in tre intensi giorni di Cinema. Si, cinema con la “C” maiuscola; verace e vorace, spontaneo, arrogante, violento, proprio perché frutto di sacrifici, volontà ferrea, passione, senza nessuna certezza produttiva, distributiva e remunerativa. Nel sito invece si è operato –e così continueremo a fare in futuro- per archiviare e organizzare, titoli, nomi, autori, temi, generi. Non solo horror, come qualcuno vorrebbe ipotizzare, ma tutti i generi a 361°, dal western alla commedia, dalla fantascienza all’horror fino alla totale commistione incontrollata degli stessi. Perché il cinema italico è morto, e mentre tanti piccoli profanatori di tombe si muovono nell’ombra, altrettanti pionieri stanno uscendo di casa e scendendo in strada. Armati di tutto punto.
Michele Senesi

 

 
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