Sadomaso vs Vanilla: due visioni sessuali e psicologiche a confronto

Il sesso è una forte espressione di sé. Ma in quello che possiamo definire un vero e proprio gioco, dare delle etichette diventa lapalissiano.

Più nel dettaglio, se volessimo operare un confronto fra il sadomaso ed il sesso vanilla, ne uscirebbe davvero materiale per una conversazione infinita.

Infatti, al di là delle apparenze e dei luoghi comuni, entrambe le visioni riservano delle sorprese a livello psicologico, ribaltando l’immagine che si ha sia del sesso tradizionale, che del rapporto fra master e slave (o fra mistress e slave).

Vanilla e sadomaso: significato e ruoli

Prima di procedere e scoprire cosa dice la psicologia in merito a ciò, andiamo per gradi e capiamo cosa si intende quando parliamo di vanilla o di sadomaso.

Sesso vanilla: la coppia tradizionale

Vanilla è un termine utilizzato nell’ambito BDSM per indicare il sesso tradizionale, di qualunque orientamento esso sia, anche non etero.

Lo si impiega per precisare e distinguere le proprie preferenze in ambito sessuale e fa riferimento alla vaniglia, che ha un sapore sì dolce, ma poco deciso.

In tal senso, si applica anche un’accezione vagamente dispregiativa, atta ad indicare un rapporto sessuale senza carattere perché non contempla alcuna delle dinamiche BDSM.

Master e slave

Come sempre accade in questi frangenti, dare al sadomaso un significato preciso e soprattutto definito è impossibile.

Di certo, possiamo asserire che questi è il diminutivo di sadomasochismo, ovvero quell’insieme di pratiche sessuali dove vige una dinamica master e slave o mistress e slave. Chi domina il rapporto, impone sofferenze di tipo fisico o mentale al partner, sia durante l’incontro, che nella vita quotidiana.

Come accennato in precedenza, il sadomaso fa parte dell’ambito delle pratiche BDSM. Infatti, l’acronimo indica:

  • Bondage & Disciplina (B&D)
  • Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds)
  • Sadismo & Masochismo (S&M o SM)

A differenza del sesso vanilla, nel sadomasochismo non sempre è contemplata la penetrazione, in quanto l’eccitazione primaria viene indotta dalle azioni e dalle proibizioni imposte al sottomesso.

Incontri BDSM in Italia

Sebbene alcuni filoni letterari e cinematografici abbiano incuriosito i più circa le pratiche BDSM, in realtà stiamo parlando di una vera e propria filosofia ben nota, una cultura sessuale che implica azioni e modelli mentali. Di fatto, non si limita ad un semplice soft bondage, così come viene “pubblicizzato”.

Più nello specifico, il sadomaso include fortemente il dolore fisico e la dominazione di tipo mentale, condizioni che possono continuare anche quando master e slave non sono più nella stessa stanza, nell’ottica di un potere profondo e continuo sull’altro.

Di certo, la diffusione mediatica delle pratiche BDSM ha incrementato il numero di interessati che, per curiosità o tendenza naturale, ha voluto testare nuove visioni sessuali.

Un volano decisivo per concretizzare gli incontri fra interessati sono stati i siti specializzati in incontri BDSM, come BDSMonline.eu, che consentono alle persone di conoscersi in un ambiente protetto e di incontrarsi poi, dal vivo, spinti dalla stessa motivazione.

Un vantaggio decisamente ottimale, soprattutto per chi è alla ricerca di master o mistress dai quali farsi formare.

Psicologia del sadomaso: lo studio

La psicologia del sadomaso ribalta decisamente l’immaginario comune.

Psychological Characteristics of BDSM Practitioners” è un recente studio dell’università di Tilburg, in Olanda, realizzato dai ricercatori Andreas Wismeijer e Marcel van Assen.

Tale studio, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha visto protagonisti 902 praticanti del BDSM e 434 praticanti vanilla. A questi sono stati sottoposti diversi questionari relativi alla propria personalità, senza esplicitare il vero motivo dello studio.

I punteggi migliori sono stati quelli dei master e delle mistress BDSM, soggetti decisamente più equilibrati, estroversi e maggiormente aperti a nuove esperienze, ma anche più coscienti e consapevoli di sé.

Sullo stessa scala, anche se un gradino immediatamente sotto, si sono collocati gli switch, ovvero coloro che nei rapporti BDSM sono sia master, che slave. Risultati positivi hanno ottenuto anche gli schiavi.

I vanilla, invece, hanno avuto i punteggi più bassi, qualificandosi come soggetti che hanno una grande difficoltà nel gestire il rifiuto altrui, con un peso nevrotico importante e una minore consapevolezza di sé rispetto agli altri intervistati.

Di fatto, l’idea di chi giudica i sadomaso clinicamente instabili è stata confutata in maniera decisiva, tant’è che anche il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, la principale guida in ambito medico, non annovera più il BDSM quale disturbo, ma solo come una fissazione sessuale insolita.

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